Un proverbio dei nativi americani
«Non ereditiamo la Terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.»
«Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?»
Papa Francesco · Laudato Si' 160
Fa più rumore un albero che cade…
I soliti stereotipi
Baby gang
…che una foresta che cresce.
Il senso della rassegna
Conoscere meglio chi stiamo privando del futuro: i nostri “creditori”.
Le risorse del nostro pianeta non sono una proprietà di noi adulti, da consumare a piacimento, ma un bene prezioso che ci è stato momentaneamente affidato da chi verrà dopo di noi.
In sette appuntamenti ci concentreremo soprattutto su quella grande “foresta che cresce”: i giovani della Generazione Z che si impegnano e sono preoccupati per come gli restituiremo il pianeta che “ci hanno prestato”.
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"Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli." È un proverbio nativo americano spesso attribuito in particolare alla tradizione Navajo, ma è divenuto anche una delle massime più profonde sulla sostenibilità e sul rispetto dell'ambiente. Ci ricorda che le risorse del nostro pianeta non sono una proprietà di noi adulti, da consumare a piacimento, ma un bene prezioso che ci è stato momentaneamente affidato da chi verrà dopo di noi e ricorda la definizione stessa di sviluppo sostenibile: un modello economico in grado di "soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri".
Nell'Enciclica Laudato Si', Papa Francesco ci mette di fronte alle nostre responsabilità e pone un interrogativo radicale che ridefinisce il senso della nostra esistenza: «Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?» [LS160]. Chiederci che mondo lasciamo ai giovani costringe a interrogarci sul senso generale della vita, sui valori, sulle grandi domande antropologiche ed esistenziali.
Non basta più dire che dobbiamo prenderci cura del pianeta per i nostri figli; dobbiamo capire perché e per quale scopo lo facciamo: «Se non pulsa questa domanda di fondo, non credo che i nostri sforzi ecologici possano ottenere grandi effetti» dice Francesco. La tutela dell'ambiente diventa un dovere di giustizia intergenerazionale degli adulti nei confronti dei giovani e delle generazioni future.
Forse conoscerle meglio queste generazioni future potrebbe aiutarci a prendere coscienza di chi sono i nostri “creditori”, di come la pensano, delle loro preoccupazioni, dei loro sogni, delle loro aspirazioni e aiutarci a lasciare loro un mondo migliore. E allora ecco il senso e lo scopo di questa rassegna: conoscere meglio chi stiamo privando del futuro, chi sono i nostri figli, i nostri nipoti, i figli dei nostri amici, dei nostri conoscenti o semplicemente i giovani di quei popoli all'altro capo del mondo che mai conosceremo e che non hanno colpa della crisi climatica del mondo che gli stiamo lasciando.
Spesso molti di noi adulti pensano alla maggior parte dei giovani per stereotipi: baby gang, bullismo, violenza e droghe, svogliatezza nello studio e nell'impegno, insicurezza, fluidità di genere, dipendenza dal cellulare e dai social, aderenza a mode che li rendono tutti uguali ed omologati. Certo fa sempre più comodo sentire solo il rumore dell'“albero che cade” piuttosto che il silenzio della “foresta che cresce”: la grande foresta di quella gioventù che si impegna nel volontariato, nello sport, nello studio, nell'impegno civile non violento, certe volte urlato e spinto all'estremo, ma solo per ricordarci i nostri doveri nei loro confronti e per spingere la nostra politica all'agire per garantire loro il futuro che si meritano e la restituzione di un pianeta vivibile.
Ovviamente in sette appuntamenti abbiamo dovuto fare delle scelte e daremo solo una visione parziale dell'universo giovanile: ci concentreremo soprattutto su quella grande “foresta che cresce”, in particolare su quei giovani della Generazione Z che si impegnano e sono preoccupati per come gli restituiremo il pianeta che “ci hanno prestato”.
Fate questo viaggio con noi, non mancate. Vi aspettiamo!
Il programma
Sette serate
Il trailer
Non in eredità, ma in prestito!
Passaparola
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Presentazione e programma completo
PDF · 6 pagine · da stampare o inoltrare
«Camminiamo cantando! Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza.»
Papa Francesco · Laudato Si' 244
Fate questo viaggio con noi.
Vi aspettiamo!
Informazioni
Quando
7 serate dall'8 gennaio
al 18 febbraio 2027
Dove
Sala Teatro San Giorgio
San Giorgio in Bosco (PD)
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Organizza
Circolo Laudato Si'
“Sala Teatro San Giorgio”